Il riordino e l’inventariazione dell’archivio storico del Parco nazionale dello Stelvio ci hanno visto impegnati in una vera e propria full immersion di sei mesi tra le montagne dell’Alta Valtellina, per riordinare documenti, ricostruire una complessa storia istituzionale lunga 85 anni, identificare toponimi tra carte escursionistiche ed escursioni vere e proprie (consulta la banca dati).
Quel lavoro ha dato vita a una mostra, che la pandemia ha ritardato di qualche mese, ma che ad agosto 2020 ha aperto i battenti a Bormio, girando tra spazi espositivi e il locale liceo scientifico “Leon Battista Alberti” e raccogliendo un discreto successo in termini di visite.
La mostra terminerà a novembre 2020, ma l’opera di inventariazione di oltre 300 unità di conservazione ha offerto spunti per ulteriori progetti di disseminazione. In attesa di pubblicare l’inventario cartaceo e portare così a termine la seconda iniziativa di riorganizzazione documentale di un parco storico italiano (dopo quello di Abruzzo, Lazio e Molise), prosegue la campagna di valorizzazione del patrimonio storico-culturale. Il progetto prevede, oltre all’istituzione di un archivio storico e all’esposizione, anche pubblicazioni e momenti di dibattito sul ruolo che la conservazione dei documenti ricopre per la conoscenza del territorio e la sua tutela.
Persone coinvolte
Fulvio Adobati [coordinatore del progetto per conto dell'Università degli Studi di Bergamo]
Stefano Morosini [coordinatore del progetto per conto del Parco nazionale dello Stelvio]
Marco Lanzini [responsabile scientifico del riordino dell'archivio e schedatore]
Giovanni Pietrangeli [responsabile operativo del riordino dell'archivio e schedatore]
Soggetti coinvolti
Ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste - Ersaf. Direzione Parco nazionale dello Stelvio [finanziamento e promozione]
Università degli Studi di Bergamo. Centro studi sul territorio “Lelio Pagani” [realizzazione]